Nascita, storia e aneddoti di un rito collettivo italiano
Il Festival della Canzone Italiana di Sanremo è nato nel 1951 quasi in sordina ed è diventato nel tempo uno degli eventi musicali più longevi e seguiti d’Europa. Non è soltanto una gara canora, ma uno specchio dell’Italia, dei suoi cambiamenti culturali, linguistici e sociali.
La prima edizione si svolse il 29 gennaio 1951 nel salone delle feste del Casinò di Sanremo. L’idea fu di Angelo Nicola Amato, con il sostegno della RAI - Radiotelevisione Italiana, che trasmise l’evento alla radio. In gara c’erano solo tre interpreti: Nilla Pizzi, Achille Togliani e il Duo Fasano. Vinse Nilla Pizzi con “Grazie dei fiori”. Il pubblico era seduto ai tavolini, tra camerieri e orchestra dal vivo, in un'atmosfera più da locale elegante che da grande spettacolo nazionale. Il Festival nacque in un’Italia che usciva dalla guerra e cercava leggerezza, melodie rassicuranti e un linguaggio comune.

Nel 1955 la manifestazione approdò in televisione e iniziò la sua trasformazione in fenomeno di massa. Negli anni Sessanta esplose la popolarità, anche grazie alla formula del doppio interprete, che prevedeva la stessa canzone cantata da due artisti diversi.
Nel 1958 Domenico Modugno portò sul palco “Nel blu dipinto di blu”, conosciuta come “Volare”, brano che superò i confini italiani e vinse due Grammy Awards, consacrando Sanremo sulla scena internazionale.

Il Festival non fu mai immune da polemiche. Nel 1967 avvenne uno degli episodi più drammatici della sua storia: il suicidio di Luigi Tenco, dopo l’eliminazione del brano “Ciao amore ciao”, interpretato insieme a Dalida. L’evento scosse profondamente l’opinione pubblica e segnò un punto di non ritorno nella percezione del Festival, che da semplice intrattenimento si trovò improvvisamente al centro di un dramma umano.
Negli anni Settanta, con l’affermarsi dei cantautori e una crescente diffidenza verso la musica commerciale, Sanremo attraversò un periodo di crisi e calo di interesse. Molti artisti lo consideravano distante dalla nuova sensibilità musicale. Dal 1977 il Festival si trasferì stabilmente al Teatro Ariston, che divenne la sua sede definitiva.
Negli anni Ottanta arrivò la rinascita, con una maggiore spettacolarizzazione televisiva, scenografie imponenti e ospiti internazionali. Il Festival tornò a essere un appuntamento centrale per il pubblico italiano.
Negli anni successivi Sanremo continuò a rinnovarsi, alternando tradizione e sperimentazione. Nel 2001 vinse Elisa con un brano cantato in inglese, scelta che fece discutere e segnò un cambiamento rispetto alla tradizione esclusivamente italiana.

Dal 2015 il vincitore rappresenta l’Italia all’Eurovision Song Contest, rafforzando il legame internazionale della manifestazione. Nel 2021 i Måneskin vinsero Sanremo con “Zitti e buoni” e poi conquistarono l’Eurovision, riportando l’Italia al successo europeo dopo molti anni.
Non sono mancati episodi curiosi e inattesi. Storiche le gaffe dei presentatori, diventate parte del folklore televisivo. In alcune edizioni l’orchestra contestò pubblicamente le classifiche, arrivando a strappare gli spartiti in diretta. Alcuni artisti hanno trasformato il palco in spazio di provocazione, tra proteste, gesti teatrali e performance fuori dagli schemi. Anche dettagli apparentemente secondari, come una discesa della scalinata a piedi nudi o un abito particolarmente audace, sono entrati nella memoria collettiva.
Sanremo ha attraversato il passaggio dalla radio alla televisione in bianco e nero, poi al colore e infine all’era digitale. Ha raccontato l’Italia sentimentale degli anni Cinquanta, quella inquieta dei Sessanta, quella televisiva degli Ottanta e quella globalizzata del nuovo millennio. Ogni anno divide, entusiasma, fa discutere, ma continua a riunire milioni di persone davanti allo stesso palco, trasformando per qualche giorno la città ligure in capitale della musica italiana.
