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Fermarsi e ascoltare è un atto essenziale della spiritualità

Se c’è un elemento che attraversa tutte le tradizioni spirituali, indipendentemente da luoghi, epoche e linguaggi, questo è il silenzio. Non come assenza di suono, ma come spazio di ascolto. In un mondo saturo di parole, notifiche e stimoli, il silenzio appare spesso scomodo, talvolta persino minaccioso. Eppure è proprio lì che la dimensione spirituale trova terreno fertile. 


meditazione e silenzio


Uno dei principali fraintendimenti è pensare il silenzio come mancanza: di parole, di azione, di contenuto. In realtà, è una condizione attiva. È ciò che rende possibile l’ascolto, la comprensione, la presenza. Quando tutto tace, emergono livelli dell’esperienza che il rumore copre: pensieri ricorrenti, emozioni sottili, intuizioni. Il silenzio non crea questi contenuti, li rivela


Dal punto di vista spirituale, funziona come una soglia. Segna il passaggio da una modalità reattiva a una modalità consapevole. Finché siamo immersi nel flusso continuo di stimoli, reagiamo. Nel silenzio, iniziamo a scegliere. Non è un caso che molte pratiche spirituali — dalla meditazione alla preghiera contemplativa — inizino proprio da qui: sospendere il rumore per accedere a una percezione più ampia di sé e del reale. 


fiore di loto


Il disagio che spesso proviamo nel silenzio non è casuale. Il silenzio toglie distrazioni e ci mette di fronte a ciò che normalmente evitiamo: inquietudini, domande irrisolte, stanchezza interiore. Questo spiega perché la società contemporanea tende a riempire ogni spazio: musica di sottofondo, conversazioni continue, schermi sempre accesi. Il rumore diventa una forma di protezione. La spiritualità, invece, invita a un gesto opposto: restare


Il silenzio è strettamente legato alla consapevolezza perché permette di distinguere. Nel silenzio impariamo a riconoscere ciò che accade dentro di noi senza identificarci completamente con esso. Questo non significa isolarsi dal mondo, ma abitare l’esperienza con maggiore lucidità. Il silenzio educa all’attenzione, e l’attenzione è una delle qualità fondamentali di ogni cammino spirituale. 


silenzio


Parlare di silenzio in chiave spirituale non implica ritiri o condizioni particolari. Esiste un silenzio accessibile, quotidiano, fatto di piccoli spazi: 

  • un momento senza dispositivi
  • una camminata senza cuffie
  • una pausa prima di rispondere
  • un gesto compiuto con presenza

In questi frammenti, esso smette di essere eccezione e diventa pratica


C’è infine un aspetto meno considerato: il silenzio non è fuga, ma preparazione. Una spiritualità che passa dal silenzio non allontana dal mondo, al contrario chiarisce lo sguardo con cui vi si torna. Dal silenzio nasce una parola più essenziale, un’azione meno impulsiva, una responsabilità più consapevole. 


silenzio


Il silenzio è una delle chiavi più semplici e più profonde della spiritualità. Non richiede credenze, né appartenenze. Richiede solo disponibilità. Disponibilità a fermarsi, ad ascoltare, a non riempire subito. In un’epoca che teme il vuoto, il silenzio diventa un atto radicale: non di ritiro, ma di presenza.

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